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A VALIANT KNIGHT: GUERRINO AND THE SIBYL
UN ARDITO CAVALIERE: GUERRINO E LA SIBILLA
25 Feb 2016
“Guerrino The Wretch” and the replaced Sibyl
“Guerrino the Wretch”: a fifteenth-century best seller. And yet, a book subject to revision and editing by the papal authorities: apparently, the Apennine Sibyl was attracting to many visitors to her seductive realm, and the Roman Church wanted to limit the circulation of this pagan hearsay among readers.

This is manifestly seen when we compare the fifteenth-century edition of “Guerrino” to the later 1689 edition. Let's read together a same passage:

>>> 1480 Edition (above in the picture)
«He [Guerrino] determined to inquire the SIBYL once more and to implore her in case she proved unwilling to tell. And when she had turned again to her original shape he went to her and so he spoke to her: “O perfectly wise SIBYL, I do appeal to your righteousness, please tell me who my ancestors were, and my Father and Mother, so my labour may not be lost”.
She replied: “I regret what I already told you: really you were born from an illustrious lineage, yet you are proving to be a knight so utterly impolite”.
After listening to her answer he felt troubled and angrily replied to her “[...] please tell me the name of my father”, but the SIBYL laughed at him and said: “Sir Aeneas of Troy was far more prominent than you, I led him through the netherworld and showed to him the likeness of his father Anchises...”»

And the following is the same excerpt as it appears in the 1689 Venetian edition, published at the time “by permission of the Supervisors” as indicated in the book's cover:

>>> 1689 Edition (below in the picture)
«And he [Guerrino] determined to inquire the FAIRY once more and to implore her in case she proved unwilling to tell. And when she had turned again to her original shape he went to her and so he spoke to her: “O perfectly wise FAIRY, I do appeal to your righteousness, please tell me who my ancestors were, that is my Father and Mother, so my labour may not be lost”.
She replied: “I regret what I already told you, that you were born from an illustrious lineage, yet you are proving to be a knight so utterly impolite”.
After listening to her answer he felt troubled and angrily replied to her “[...] please tell me the name of my Father and Mother”, but the FAIRY laughed at him and said: “Much more kind to me was Sir Aeneas of Troy, I led him through the Netherworld and showed to him the likeness of his father Anchises...”»

Throughout the 1689 book, the word “Sibyl” has been replaced by “Fairy” and “Alcina” (originally an evil fairy in Ludovico Ariosto's “Orlando Furioso”). In addition to that, a whole chapter (146 in the earlier edition) has been totally removed: in it, the Sibyl explained to Guerrino that she actually was the Cumaean Sibyl, and stated a full list of Sibyls.

In past centuries the Church had not always maintained such a negative attitude with respect to the Sibyls: early Christian authors had declared that the pagan prophetesses had foretold the coming of Christ on earth and therefore they were to be considered as part of God's mysterious design on the Salvation of men.
“Guerrin Meschino” e la Sibilla sostituita
“Guerrin Meschino”: un best seller del quindicesimo secolo, ma anche un libro sottoposto a tagli e revisioni da parte delle autorità pontificie: forse perché la Sibilla Appenninica richiamava troppi visitatori presso il proprio regno di seduzione, desiderando così la Chiesa di Roma che fosse posto un freno alla circolazione, tra i lettori, di quella leggenda pagana.

Ciò è palesemente visibile se andiamo a confrontare l'edizione quattrocentesca del “Guerrino” con la più tarda edizione del 1689. Leggiamone insieme un passaggio:

>>> Edizione 1480 (in alto nella figura)
«Deliberò pregare da capo la SIBILLA e se lei no lo voria dire p[er] pregare de sconzurarla. E como ella fo retornata in suo essere andò a lei e in questa forma li parlò. "O sapientissima SIBILLA io te prego per la tua virtù che te sia piacere de dirme cui fu[ro]no li miei antichi e cui è el mio padre e la mia madre, azo io no habia p[er]duto tanta faticha in darno".
Lei respose: "a mi me rencresce quelo che io te o dito: iperò che tu sei nato de gentil legnazo e sei tanto vilano cavaliero".
Quando intese la sua resposta tuto turbato con ira respose inverso da lei: "[...] prego che tu me insegni el padre mio". E la SIBILLA sene rise e disse: "el duca Eneas troiano so de più gentil nazione di te et lo condussi per tuto lo inferno, e mostroli lo suo padre Anchise..."»

E questo che segue è il medesimo brano, tratto però dall'edizione veneziana del 1689, pubblicata all'epoca “con Licenza de' Superiori”, così come indicato nella copertina del volume:

>>> Edizione 1689 (in basso nella figura)
«E deliberò di pregare da capo la FATA, e se lei non gli lo volesse dire di pregarla, e scongiurarla: e com'ella fu tornata nel suo esser, andò da lei, e in questa forma li parlò: "O sapientissima FATA, io ti prego per la tua virtù, che ti sia in piacere di dirmi chi son li miei Antichi, cioè mio Padre, e mia Madre acciocché io non habbi fatto tanta fatica in darno".
Lei rispose: "a me rincresce di quello, ch'io t'ho detto, ch'essendo nato di gentil lignaggio, e tu sei tanto villano Cavaliero".
Quando Guerino intese la risposta, restò del tutto turbato, e con ira li disse: "[...] ti prego, che tu m'insegni il Padre, e la Madre mia". E la FATA se ne fece beffe, e disse: "il Duca Enea Troiano fu più gentil di te, e lo condussi per tutto lo Inferno, e gli mostrai il suo Padre Anchise..."»

In tutto il volume edito nel 1689, la parola “Sibilla” è stata sostituita con “Fata” e anche “Alcina” (in origine una fata malvagia che appare nell'”Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto). Inoltre, un intero capitolo (il 146 nell'edizione più antica) risulta essere stato completamente rimosso: in esso, la Sibilla spiegava a Guerrino che lei era in effetti la Sibilla Cumana, ed esplicitava una lista di Sibille.

Occorre ricordare come, nei secoli passati, la Chiesa non abbia sempre mantenuto un giudizio negativo sulle Sibille: infatti, i primi apologeti cristiani avevano dichiarato come le profetesse pagane avessero preannunciato l'avvento di Cristo sulla terra, e dunque esse dovevano essere considerate come parte del misterioso disegno divino sulla salvezza degli uomini.





















15 Feb 2016
The vertiginous peaks of the Sibillini Range
The Sibillini Mountain Range - The original fifteenth-century version of the romance “Guerrino the Wretch” by Andrea da Barberino fully convey their savage charm:

«Following the departure of Guerrino from the three hermits, it was not a long time before he reached the top of the two mountains, which surmounted the hermits' dwelling. He treaded a mountainous ridge that was made of bare rock; and flanking this crest of the two mountains there were sheer ravines so precipitous that the bottom of the vertiginous gorges could not be perceived, and the peaks above seemed to attain the elevation of clouds»

[In the original italian version: «Artito el Meschino dali tre remiti poco andò che trovò el fine de le due montagne che quello remitorio era per lo mezo tra queste doe alpe a pé; se move el colle de una montagna tuta de uno saxo vivo; e questo fine de queste doe montagne sono si grande et si profundi derupamenti chel non se pote vedere el fundo del grande valone e le ripe dove quelli feniscono li parve come azozeno fino de sopra a le nivole»]
Le cime vertiginose dei Monti Sibillini
Il massiccio dei Monti Sibillini – La versione originale quattrocentesca del romanzo “Guerrin Meschino” di Andrea da Barberino ne rappresenta fedelmente il carattere selvaggio:

«Dopo che il Meschino ebbe lasciato i tre eremiti, non passò molto tempo che egli si trovò sulla cima delle due montagne che incombevano su quel romitorio, posto ai piedi di esse; percorse la cresta di una montagna tutta fatta di roccia viva; e sulla cima di queste due montagne erano dirupi così grandi e profondi che non si poteva vedere il fondo dell'immenso vallone, e le vette dove quelli finivano gli sembrarono elevarsi fin oltre le nuvole».

























17 Jan 2016
Guerrino enters the Sibyl's cave
GUERRINO THE WRETCH, edition1480:
«Flint, steel and tinder were now needed by the Wretch who had entered the gloomy cavern; and through the large clefts amid the rocks he found ghastly cavities: and they were tortuous indeed, and for three times he arrived to huge cracks which led outside on the mountain-side so he had to recoil, the torchlight failing to him...»

(Fifteenth-century Italian text: «Azalino et esca adesso faceua bisogno al Meschino che era intrato ne la scura caverna: e per le grande fenditure de li saxi trovò molte paurose cauerne: et andaua molto volzando e per tre volte ariuò a grande boche che insinuano fora de le montagne e conveniua tornare in drieto, el dopiero li veniua a mancho...»)
Guerrino entra nella caverna della Sibilla
GUERRINO IL MESCHINO, edizione 1480
«Azalino et esca adesso faceua bisogno al Meschino che era intrato ne la scura caverna: e per le grande fenditure de li saxi trovò molte paurose cauerne: et andaua molto volzando e per tre volte ariuò a grande boche che insinuano fora de le montagne e conveniua tornare in drieto, el dopiero li veniua a mancho...»

(«Esca ed acciarino ora si rendevano necessari al Meschino, che era entrato nell'oscura caverna: e attraverso le grandi fenditure tra le rocce trovò molte paurose cavene: ed era molto tortuosa e per tre volte arrivò a grandi aperture che conducevano fuori dalla montagna e conveniva dunque tornare indietro, la torcia venendogli a mancare...»)

















6 Dec 2016
Guerrino and the Sibyl
«The Sibyl was concealing her rosy face behind a veil, her eyes sparkling with ardent love. From time to time her eyes met with Guerrino's, and the love he saw in their shine inflamed him and because of it his heart was so entirely flooded with fire as to become oblivious of all other things around him. […]
In the night he was ushered into a princely room, where the Sibyl, who wished to enchant him with her loving arts, came to entertain him with all pleasures and playful caresses that fit a man's body. When he lay down on the bed, she at once went next to him showing her gorgeousness and tender flesh: her breasts looked like polished ivory»

Andrea da Barberino, “Guerrino The Wretch”, chivalric romance, 1410 - The first account of the presence of a Sibyl in the Sibillini Range in Italy.
Guerrino e la Sibilla
«La Sibilla sotto un sottil velo teneva coperta la vermiglia faccia con due occhi accesi di ardente amore. Spesso i suoi occhi si scontravano con quelli di Guerrino, il suo amore lo accese e per quello ardeva così tanto da dimenticarsi ogni cosa. [...]
Intanto, alla sera, egli fu menato in una ricca stanza, dove la Sibilla, per farlo innamorare, venne con tutti quei piaceri e giochi che fossero possibili ad un corpo umano. Quando fu adagiato nel letto si avventò al suo lato mostrando la sua bellezza e le sue bianche carni: le mammelle sembravano d’avorio.»

Andrea da Barberino, “Guerrin Meschino”, romanzo cavalleresco, 1410 – La prima testimonianza della presenza di una Sibilla nel massiccio dei Monti Sibillini.
















12 Aug 2016
Guerrino the Wretch: the romance
"Guerrino the Wretch", the fifteenth-century romance by Andrea da Barberino: Norcia, the Apennine Sibyl, the Sibillini Mountain Range.
Guerrin Meschino: il romanzo
“Guerrin Meschino”, il romanzo cavalleresco del XV secolo scritto da Andrea da Barberino: Norcia, la Sibilla Appenninica, il massiccio dei Monti Sibillini.


















12 Aug 2016
Guerrino and the rumours about the Sibyl's cave
«And an elderly man, who had listened to their words, replied to him: "Sir, he said the truth and I confirm to you that a Sibyl actually dwells beneath our mountain fastnesses" [...] One Frenchman Sir Lionel of Saluzzi boastfully said he had pushed himself up there, for a great love of his for a maiden, yet he had dared not enter the cave due to the wind which fiercely roared from the cavern's mouth, and an overwhelming obstruction of rocks, rubble, ravines, crags, gullies and deep gorges which hindered the passage of the boldest wayfarer"»
Guerrino e le dicerìe a proposito della grotta della Sibilla
«E un vecchio, che aveva pur esso prestata attenzione a quei discorsi, replicò: "O gentiluomo egli ha detto il vero ed io posso assicurarvi che questa Sibilla sta in queste nostre montagne [...] Un certo messer Lionello di Saluzzi di Francia, il quale, pel grande amore che portava ad una damigella, si era vantato di essere andato lassù, ma di non essere entrato all’interno per i grandi venti che spiravano dalla bocca dell’entrata, oltre che pei grandi ostacoli di pietre, rovine, burroni, sbalzi, precipizi e vallate che qua e là intercettavano ai passanti il cammino"»

























31 Lug 2016
A medieval romance
"Guerrino the Wretch" (Guerrin Meschino in Italian) is a fifteenth-century romance recording for the first time in history the presence of the Apennine Sibyl on a remote peak of the Sibillini Mountain Range, with a description of the cave and its fairy inhabitants. In Italy, the tale of knight Guerrino and his amazing adventures was known and familiar to everybody: storytellers used to narrate his deeds in public squares, at the corners of the streets, in village fairs and open-air markets, and during town festivals. People were enthralled by the description of the knight's bravery, and the depiction of the eerie cavern and magical kingdom hidden beneath the rocky crest. And the fame of the cave travelled far and fast.
Un romanzo cavalleresco
"Guerrin Meschino" è un romanzo cavalleresco risalente al XV secolo, nel quale per la prima volta nella storia è registrata la presenza della Sibilla Appenninica su di una remota cima del massiccio dei Monti Sibillini, con una descrizione della grotta e dei suoi magici abitanti. In Italia, il racconto delle fantastiche avventure del cavaliere Guerrino erano ben note al pubblico popolare: i cantastorie erano infatti soliti narrare le sue gesta nelle pubbliche piazze, agli angoli delle strade, durante le fiere e i mercati nei villaggi, e in occasione delle festività religiose. La gente rimaneva estasiata di fronte al racconto delle imprese del coraggioso cavaliere, e soprattutto quando la narrazione prendeva a descrivere la sinistra caverna e il regno fatato nascosto al di sotto della cresta rocciosa. Così, la fama di quel cavaliere viaggiava rapida per ogni dove.












8 Nov 2015
Guerrino's trail
Here are the ridges leading to Mount Sibyl, at the far end of the picture towards the horizon. This is the same path as taken by the knight Guerrino The Wretch many hundreds of years ago. Loneliness mingled with uneasiness is the feeling while treading this sunny trail. The words written by H.P. Lovecraft in his "Supernatural Horror in Literature" come to mind: “the oldest and strongest emotion of mankind is fear, and the oldest and strongest kind of fear is fear of the unknown”.
Il sentiero di Guerrino
Ecco le creste che conducono al Monte della Sibilla, visibile al limite dell'orizzonte in questa immagine. Questo, secondo la tradizione, è il percorso utilizzato anche da Guerrin Meschino, il cavaliere, oltre mille anni fa. Sentimenti di solitudine misti ad una inquieta aspettazione vi coglieranno mentre proseguirete lungo il sentiero immerso nel sole. E vi potranno tornare alla mente le parole scritte da H. P. Lovecraft nella sua opera “L'orrore del soprannaturale in letteratura”: “la più antica e la più intensa emozione che l'uomo possa provare è la paura, e la più grande paura è quella dell'ignoto”.

















8 Oct 2015
Exploring the Sibyl's cave
Mount Sibyl was also depicted as the hiding place of a sibilline oracle in another literary work: "Guerrino the Wretch" a fifteenth-century chivalric novel.
Guerrino, a valiant knight, ascended the eerie mountain while engaged in a long and hazardous quest, in search of his lost parents. He had come to know that a Sibyl resided in a cave on the mountain-top, and he was determined to reach her abode and interrogate her on his parents' identity and wherabouts.
No surprise that the tale recounted in "Guerrino the Wretch" is remarkably similar to that reported in Antoine de La Sale's "The Paradise of Queen Sibyl": we retrieve in Guerrino's story the same magical features and uncanny details.
In the darkness of the subterranean halls, Guerrino knocks at a door surmounted by statues of winged devils, and he gets a response: beatiful dames, the handsome Sibyl's servants open the door to him. And he can finally meet the Sibyl in her underground kingdom. A deadly hazrd, from which he will make only a narrow escape.
Esplorando la grotta della Sibilla
Anche in un'altra opera letteraria il Monte della Sibilla è descritto come il luogo nascosto dove si sarebbe rifugiato un oracolo sibillino: si tratta di “Guerrino il Meschino”, un romanzo cavalleresco del quindicesimo secolo.
Guerrino, valente cavaliere, si era recato sulla cima della strana montagna nel corso di un suo viaggio lungo e avventuroso, in cerca dei propri genitori perduti. Egli era venuto a conoscenza del fatto che una Sibilla si era stabilita all'interno di una caverna posta sulla cima, ed era intenzionato a raggiungerla per porle domande su chi fossero i suoi genitori e dove egli potesse trovarli.
Non ci sorprende la considerazione che il racconto narrato nel “Guerrin Meschino” sembra essere significativamente simile a quanto riportato da Antoine de La Sale nel suo “Il Paradiso della Regina Sibilla”: possiamo trovare nella storia di Guerrino i medesimi aspetti magici e gli stessi dettagli soprannaturali.
Nella tenebra delle stanze sotterranee, Guerrino aveva bussato ad una porta sormontata da statue di demoni alati: e una risposta era arrivata. Damigelle bellissime, le incantevoli dame del seguito della Sibilla, avevano aperto la porta a quel cavaliere.
Ed egli, finalmente, aveva potuto incontrare la Sibilla nel suo regno sotterraneo. Un rischio mortale, dal quale Guerrino riuscirà a sfuggire solamente con grande pericolo.








MICHELE SANVICO
ITALIAN WRITER
michele.sanvico@italianwriter.it